Primo set – Si inizia la gara punto a punto (2-2), Piccinini allunga, Costagrande risponde; si continua colpo su colpo, ma Piccinini regala il 7-8 con un fallo in palleggio. Il set è tirato, le orobiche prendono vantaggio, ma le colibrì pareggiano ( 14-14). Ferretti serve bene Guiggi, Grun risponde, ma Mari infila la difesa per il 18-20. Pesaro allunga ( 19-22), Ferretti giostra bene le bande ( pregevole il II tempo di Sheilla e Costagrande chiude per 25- 22.
Secondo set – Bergamo parte bene (4-0), Poljak sale in cattedra (6-2), ma Sheilla e Guiggi rispondono (7-4), Arrighetti colpisce ( 9-5), Bergamo allunga (12-7), Pesaro tenta di rispondere, ma Poljak è infermabile (15-10). Piccinini finalmente risponde presente (18-13), Rosner trova il mani-out (20-15), Sheilla e Costagrande non ci stanno ( 22-20). Poljak mura Costagrande (23-21), Piccinini la Guiggi, Costagrande infila la pipe, ma Costagrande sbaglia e regala il 25-22.
Terzo set – Parte ancora bene la Foppa (3-0), Sheilla risponde, Arrighetti sbaglia (5-5); si gioca colpo su colpo, ma le colibrì allungano (10-8). Bergamo perde smalto, Pesaro insiste ( 15-10), Guiggi di fortuna centra la battuta e le colibrì volano (18-10). Poljak e Sorokaite ci provano ( 20-15), ma la Scavolini è concentrata (22-18), affonda i colpi e chiude per 25-19 .
Quarto set – Le due squadre si studiano (4-4), poi Pesaro Prende il largo (7-9) e allunga sul 11-9. Mari manda out e si è in parità (13-13), ma è Pesaro in vantaggio per 15-18. Sheilla manda out, Grun passa (20-20), le colibrì allungano (20-22), ma Sheilla manda out (22-22). si gioca ai vantaggi (24-24), ma la Foppa chiude per 29-27 .
Quinto set – Costagrande in pipe (1-2) infila la diesa, Sheilla da posto quattro (3-4), Poljak e Costagrande si rispondono (5-5), ma Sheilla fa ace ( 5-7). Si torna in parità con Piccinini (9-9), ma Furst allunga (10-11); Grun manda out, Arrighetti sbaglia (11-13), Sheilla no e prende il match point (12-14). Piccinini risponde (13-14), ma Costagrande viene murata (14-14). Carolina recupera (14-15), sorokaite riporta la parità (15-15). Costagrande sbaglia la ricezione (16-15), ma Grun manda out(16-16). Sorokaite prende il vantaggio e Picinini chiude 18-16.
“Dove il perdente lascia la possibilità, il vincente coglie l' opportunità”.
Mai più frase si è rivelata vera in questa finale di Coppa Italia vinta dalla Foppapedretti al termine di una gara intensa, emozionante, ricca di colpi di scena, cambi di fronte.
Pesaro vince la sua piccola Coppa Italia, lo diciamo ad alta voce, perchè sta costruendo qualcosa di importante, di vero. Una società che sta lavorando seriamente, uno staff tecnico che sta impostando una squadra diversa, con un gioco veloce e bello da vedere; e poi loro, le ragazze, questo mix di esperienza e gioventù, che si equilibra in campo, ove ognuna "ci crede" nel far parte di un grande progetto, ove ognuna per un motivo o per un altro vuole dimostrare di che pasta è fatta. Quello che è mancato alla Scavolini è stato a nostro avviso il sangue freddo , la maggior esperienza sul finale, al contrario delle Foppine: sul 14-11 per le colibrì, le ragazze di Vercesi erano bianche, tese, le bergamasche avevano una faccia cattiva, aggressiva, come un lupo che non mangia da troppo tempo e ha voglia di sbranare la preda. Alcune scelte tattiche hanno penalizzato le fasi finali del V set in casa Scavolini, ma questo non toglie quello che di buono le colibrì hanno fatto in questa tre giorni bolognese. Certo, l' amarezza è tanta, Pesaro è la squadra che al momento gioca la miglior pallavolo ed era la squadra "forse" più accreditata tra le due per la vittoria finale. Ma, come insegna la pallavolo stessa, non basta solo essere tecnicamente o tatticamente più forti o completi, ci sono tanti fattori che permettono di arrivare alla vittoria e la Foppapedretti lo ha ancora una volta ribadito. Ci auguriamo davvero che passata la botta, la Scavolini possa essere orgogliosa di ciò che ha dato in questa Final Eight, l' inizio, non il punto di arrivo.
Dove Pesaro ha lasciato la possibilità alle avversarie, la Foppa non l' ha lasciata scappare, ha capito che era il momento di esserci, di prendere in mano la situazione come non mai. E ha vinto.
Ha vinto il coraggio di osare, di provare quello che forse altri non avrebbero fatto, ovvero inserire la Sorokaite, che ha dimostrato di esserci e di avere le carte in regola per crescere ancora e diventare una realtà. Ha vinto la voglia di Piccinini di mostrare che, quando il gioco si fa duro, ecco che i duri giocano. Ha vinto una Lo Bianco che, quando è arrivato il momento di far vedere chi è e capire al volo a chi dare la palla, non ha sbagliato, precisa e lucida come solo lei "sa essere". Ha vinto il capitano, una Grun che non molla mai, che soffre, ma picchia pallone su pallone. Una Grun che ha trascinato la squadra alla finale insieme ad una Poljak sugli scudi, cattiva, agonisticamente avida. Ha vinto una Arrighetti che sta maturando, affidabile in prima linea: nel momento in cui crescerà a muro potrà essere una signora centrale; ha vinto una Croce che non ha deluso le aspettative, precisa in ricezione e nel complesso presente in difesa. Ha vinto una Gujska che ha tentato di non far rimpiangere Leo, una Fiorin, una Rosner che hanno comunque sofferto, perchè non essere in campo sempre e non poter dare il proprio contributo in pieno in queste gare è difficile. Ha vinto lo staff tecnico, che ha provato e riprovato fino a che ha trovato la chiave giusta per arrivare in fondo, che mette a zittire tutti coloro che avevano dubbi dopo il momento difficile passato dalla Foppa. Lo staff che ha dato fiducia alla bimba cattiva e che ha giocato la carta Merlo davanti allo stupore degli addetti. La Scavolini ha giocato a ranghi completi, la Foppapedretti non in formazione titolare, ma il grande cuore di Bergamo ha fatto la differenza nel finale, quel cuore che comunque tutte e due le squadre ci hanno messo e che i 3200 spettatori presenti hanno sentito battere .
Davide Mazzanti: Siamo venuti fuori con il cuore, perchè loro soprattutto a livello di rigiocata ci hanno messo in difficoltà, sono stati bravi poi in difesa e assistenza. Noi ci abbiamo messo davvero tutto cuore e la mossa giusta di mettere Indre. Sapevamo che lei in questo periodo era in forma, le abbiamo dato la chance di fare la sua partita e così è stato. Complimenti a Pesaro per il gioco che hanno fatto, a livello di cambio palla fanno qualcosa di divrso rispetto a tutte, ma come muro-difesa e contrattacco sono fortissime. Abbiamo passato un momento difficile, ma siamo stati uniti, abbiamo fatto una analisi giusta di quello che non andava e abbiamo ritrovato le sicurezze che avevamo perso.
Francesca Piccinini: Finalmente la vittoria, non abbiamo mai smesso di crederci ed è arrivata un'altra finale al termine di una gara bellissima. Dedico questa vittoria a tutti coloro che mi sono stati vicini nei momenti difficili. Oggi ho dato il mio contributo alla squadra, una grande squadra che mi è stata sempre vicino.
Indre Sorokaite : E' stata una mia serata e sono contenta che è stata proprio oggi nel momento in cui c'èra più bisogno per la squadra. Non è stato facile essere lucida e fredda, ma le ragazze mi hanno aiutato e tutto è stato più facile. Indre c'è, sono sempre pronta, a disposizione dell'allenatore e delle ragazze.
Angelo Vercesi: Abbiamo fatto 32 gare e questa è una terza sconfitta e non perchè è una finale conta di più come sconfitta, è una lezione per noi, ma dobbiamo ancora lavorare e andare avanti. Questo è un passo per arrivare a qualcosa di più bello. Loro sono state brave a leggere la situazione nel quinto set, noi abbiamo sbagliato qualche pallone, ma non per paura, ma per voglia di fare. Noi abbiamo una strada da fare. Questa è una virgola..Virgola e andiamo avanti.
Sheilla: Abbiamo perso contro una grande squadra. a noi è mancato qualcosa nel finale, forse fiducia, mentre loro si sono caricate. Ora dobbiamo guardare al futuro, perchè possiamo fare bene in campionato.