La Scavolini Pesaro è la seconda semifinalista: esce vittoriosa dopo tre set contro la Unicom Starker Kerakoll Sassuolo giocati dimostrando superiorità in tutti i fondamentali. Sassuolo ci prova, ma con una sola attaccante che mette a terra palla è assolutamente impensabile anche solo provare a vincere la partita. Le colibrì tengono saldamente in mano la gara, senza scomporsi anche nei momenti in cui Sassuolo gioca alla pari e quando nella seconda frazione si porta in vantaggio. Pesaro vince la gara in seconda linea, ricevendo bene, permettendo a Ferretti, una delle migliori in campo, di spingere in banda con Sheilla e Costagrande e al centro con Guiggi. Ci sono stati momenti di calo, in cui la difesa non è stata reattiva o la prima linea ha commesso errori più che altro per la fretta di chiedere il punto, ma quello che si è vista in campo è stata una squadra aggressiva, cinica e desiderosa di vincere. Chi perde spiega, diceva Velasco. E Ferrari qualcosa da spiegare l'ha. Una ricezione traballante, una battuta che lavora bene, ma non abbastanza in diversi frangenti per insidiare la ricezione avversaria e limitarne le soluzioni offensive. In attacco tanti errori e soprattutto una correlazione muro-difesa che non ha fatto il suo dovere fino in fondo. La manovra di gioco è risultata quindi scontata, a volte affrettata e limitata nelle scelte tattiche.
Difficile poi trovare il carattere per reagire, anche se giocare punto a punto per diversi sprazzi di gara è stato importante per una squadra giovane e soprattutto non dimentichiamolo, neopromossa. I complimenti per Sassuolo sono comunque ampiamente meritati, perchè da queste ragazze ci si può aspettare molto, sia per quello che hanno dato in campo, sia per le potenzialità effettive.
Per quanto riguarda la Scavolini, la prima cosa che salta all' occhio è l' impostazione del gioco che Vercesi è riuscito a dare. Velocità, seconde linee, ovviamente ricezione permettendo, in quando questo tipo di gioco è un'arma a doppio taglio: se la seconda linea funziona, diventa micidiale, in caso contrario crea non pochi problemi. Questo tipo di gioco messo in atto da Pesaro, seppur non ancora preciso e pulito, ricorda il gioco messo in mostra dalla Foppapedretti nel primo anno di Fenoglio..Ed era un bel vedere..Ed un bel vedere in campo marchigiano, ma sopratutto, viste le caratteristiche mentali delle colibrì, un gioco che fa la differenza.
Sheilla: Abbiamo fatto tutto bene a parte pochi momenti di calo. Non sarà facile vincere contro Busto, anche se speriamo che siano più stanche visto che hanno giocato 5 set. Noi comunque vogliamo vincere questa Coppa Italia.
Angelo Vercesi : Sono c0ntento per l'atteggiamento della squadra, ha funzionato bene la ricezione e così abbiamo impostato il nostro sistema di gioco. Noi abbiamo un gioco veloce, dobbiamo certo ricevere bene. Non è ancora perfetto, ci sono ancora delle cose da sistemare, ma l'
importante è che lo facciamo vedere, perchè comunque la pallavolo femminile è indietro 15 anni rispetto al maschile.