Abbiamo fatto un giro “dietro le quinte” della Scavolini Volley intervistando lo staff tecnico quasi al completo: Esmeralda Fetahu (fisioterapista), Matteo Solforati detto Bibo (scout man) e Angelo Vercesi. Assente per impegni personali il secondo allenatore Riccardo Marchesi che incontreremo al più presto. Si tratta di un team molto giovane: 26 anni Esmeralda, così come Bibo,31 anni Riccardo e 40 Angelo. Bibo, scout man della Scavolini, ci ha spiegato in cosa consiste il suo lavoro e come vive le partite dal suo punto di vista. Dice sorridendo che se fosse nel pubblico tirerebbe qualche urlo in più, invece nella sua postazione si deve contenere, è in contatto radio con il secondo allenatore Riccardo Marchesi e il suo ruolo è quello di leggere le mosse avversarie, avvisare in che posto l'allenatore dell'altra squadra dice di battere, o capire a chi alza la palleggiatrice nelle determinate posizioni in campo. Per lui questo è il secondo anno nella Scavolini, ma la pallavolo è sempre stata una sua passione, giocatore fin da adolescente ed ora componente di un organico ad altissimi livelli. Più per gioco che per ambizione, ha deciso di prendere il tesserino da allenatore, ha seguito un under 14 e poi ha avuto la fortuna di incontrare sulla sua strada Riccardo Marchesi che si occupava della serie C.
Ogni tanto gli dava una mano, visto che spesso le loro squadre si allenavano nella stessa palestra, e Riccardo ha notato subito le sue qualità. Ora la sua scalata professionale è approdata in serie A. E' un ragazzo che vola sulla scia di pensiero brasiliano, se mai lo vedrete giocare a beach volley, lui non vuole perdere e ci mette tutta la grinta possibile. Ci racconta come il suo lavoro di preparazione alla partita con video e studio dell'avversario sia importante, ma ancora di più lo è la pratica. C'è un sistema secondo il quale ogni squadra che gioca in casa è obbligata a mettere un server su internet con il video della partita e, ogni lunedì, lui e Riki scaricano tutti i match della giornata precedente, sincronizzano, fanno lo scout della partita che interessa loro, studiano le avversarie singolarmente e controllano che tutti i valori siano corretti. Di solito, dal lunedì i video sono pronti per il mercoledì, così che la squadra possa analizzare in sala video le rivali. E quando invece c'è meno tempo per eventuali anticipi, Bibo non nega che a volte è costretto a stare sveglio anche la notte, ma lo fa' sempre con piacere!! Ci dice anche come Riccardo Marchesi sia stato per lui un ottimo maestro visto che, oltretutto, è attuale scout man della Nazionale Italiana.
Esmeralda, anche lei giovanissima è invece nella famiglia della Scavolini da 4 anni e quindi è passata sotto 2 scuole di pensiero, Abbondanza e la filosofia brasiliana. Lei è entrata nella pallavolo con Abbondanza e dice che, all'epoca, era ancora alle prime armi e che è cresciuta molto anche grazie all'esperienza. Scendendo più nei particolari, ci riferisce come sia comunque differente il lavoro di estrema prevenzione che sia Zè Roberto che Vercesi applicano attraverso numerose sedute di sala pesi. Per lei quindi é stato come un po' ricominciare un nuovo percorso con i brasiliani: addirittura 4 o 5 volte alla settimana le ragazze sono in sala pesi. Lei è andata un mese con la nazionale brasiliana anche per accrescere le sue esperienze, e aggiunge che la percentuale di infortuni e problematiche è molto ridotta da quando si sono applicate queste regole, è un po' come se la situazione fisica delle giocatrici venisse gestita in modo più circolare e rotondo, e questo abbraccio di muscolatura possente rende più tranquille e sicure le atlete.
Le abbiamo poi chiesto che cosa sono quelle fasce colorate che hanno le giocatrici attaccate nel corpo e lei ci ha risposto sorridendo che non sono oggetti di moda, ma una tecnica importata dal Giappone di cui la nazionale brasiliana faceva già uso. Lei ha fatto un corso di specializzazione per imparare ad usarle bene, perché hanno delle metodologie specialistiche. Si chiama chinesio, più precisamente è un taping neuro muscolare che si può utilizzare per contratture, e che esercita un certo tipo di tensione sul muscolo, sembra semplice, ma invece le fasce vanno tolte e rimesse messe e ritolte nell'arco della settimana è una tecnica molto sofisticata che risolve parecchi problemi muscolari alle giocatrici. Poi si lega l'utile al dilettevole e si può giocare con i colori di queste fasce, ad esempio si usano colori più aggressivi come il nero per Carolina, e colori più vivaci per la Sheilla o la Mari. Esmeralda conosce bene le ragazze della Scavolini e ci riferisce come siano tutte uguali ma tutte diverse, chiunque di loro si trovi a combattere con un dolore o con un affaticamento si spaventa; certo chi ha più esperienza conosce già determinati tipi di disagio muscolare e li sa' affrontare. Le più giovani sono un po' più emotive e richiedono più attenzione.
Ci parla anche di Elisa Muri e del suo infortunio avvenuto durante un allenamento, è stata molto sfortunata: per difendere un attacco è andata sulla palla con la mano troppo morbida e il colpo ha creato una lesione che necessariamente deve essere affrontata con un operazione chirurgica (la cartilagine triangolare dell'ulna). Questo tipo di problema, purtroppo, richiede un lungo periodo di riabilitazione, per lei quindi quest'anno il campionato è finito e si dovrà operare a fine marzo. Per il momento il mercato è chiuso e facendo tutti gli scongiuri possibili, nel caso in cui ci fosse bisogno di una seconda palleggiatrice scenderà in campo il jolly Lucia Lunghi, di soli 20 anni, ma molto talentuosa. Abbiamo poi chiesto quale sia il segreto delle Costagrande che sta' disputando un campionato incredibile ed Esmeralda ha risposto che “Santa Carolina”, così la chiamano per le sue prodezze, è in una forma fisica ottimale e anche mentalmente ha raggiunto la sua maturità sportiva. Carolina ha trovato nel club brasiliano un ambiente pseudo-familiare, e la grande preparazione fisica in sala pesi le si adatta completamente; Esmeralda dice che a livello di terapie non la vede quasi mai a dimostrazione delle sua prestanza fisica.
Parlando con loro è affascinante rendersi conto di come tutto il lavoro dello staff, di Bibo, di Esmeralda, di Riccardo, di Angelo, è un lavoro che va' all'unisono, sono uniti e vanno tutti nella stessa direzione e questo viene avvertito dalla squadra. Sono preparatori, sia per quanto riguarda la sfera fisica che, soprattutto, quella mentale; tutti ragionano allo stesso modo, tutti si pongono in un'atmosfera di estremo dialogo, Angelo, in primis, infonde una grande tranquillità, dal primo giorno ha detto “respiriamo e poi partiamo” e questa filosofia è stata inglobata da tutto il resto dello staff.
I risultati sono evidenti anche sulla squadra: la mentalità è molto cambiata rispetto all'anno scorso, il gruppo è più coeso, e più forte, e ci sono stati meno inciampi dell'anno precedente, anche se le partite vanno sempre affrontate una alla volta e non si può mai sapere come andrà, le prospettive future sono positive. Gran merito della tranquillità di quest'anno, ci tengono a sottolineare Bibo ed Esmeralda, è dovuta ad Angelo, perché è stato molto bello quello che lui ha detto dall'inizio e ribadisce tuttora: “la responsabilità di quest'anno è ripartita”. Angelo ci ha detto: ”Io non sono più Angelo solo io, sei un po'Angelo tu Bibo, un po'Angelo tu Esmeralda, un po'Angelo tu Richi e in realtà sono un po'Angelo ognuna delle ragazze nel senso che ognuno di loro ha preso in mano le proprie responsabilità e se le stanno gestendo con estrema armonia, non può più esserci una falsa ipocrisia nei loro gesti o una giustificazione agli errori, ognuna tiene nelle proprie mani se stessa e le altre ed è consapevole di questo e Carolina è stata forse la prima a rendersene conto.”
La parola va' poi ad Angelo che dice: “questa non è solo la mia squadra, tutti insieme fanno la squadra, lo staff, le giocatrici, la società e i tifosi che, ultimamente, si fanno sentire di più. Vercesi valorizza molto chi lavora con lui, perché è facile attribuire i meriti al primo allenatore, ma lui ci tiene a far sì che ogni membro del team sia gratificato per il lavoro che svolge. Lui ha bisogno di loro e loro hanno bisogno di lui e il gruppo ha bisogno di tutti. Alla nostra infida domanda su come suppone che si possa affrontare un'eventuale sconfitta, Vercesi ci tiene a sottolineare che fino adesso la magia e la felicità sono alle stelle, perché si è sempre vinto, ma lui dice che come stiamo vincendo insieme si perderà anche insieme se deve così essere, la vera forza è rimanere uniti anche nelle difficoltà. L'importante è trovare la soluzione ai problemi, essere sempre propositivi e, per quanto si possa temere un problema che ancora non c'è come una sconfitta, l'importante è andare avanti se si perde e parlare su come vincere la partita dopo, non fermarsi mai lì. Anzi a volte proprio una sconfitta può essere la molla per migliorarsi ancora di più. Comunque il primo posto in classifica della Scavolini è una conquista alla quale si è arrivati con il lavoro e, perché no, anche con un pizzico di fortuna, e più si lavora, + il pensiero di Angelo, più fortuna c'è. E' facile applaudire la squadra ora che tutto va bene, ma anche quando si perde bisogna applaudire, perché è il momento in cui le ragazze avranno più bisogno di supporto. Scacciando poi questo fantasma di una futura e speriamo del tutto illusoria sconfitta, vi raccontiamo un simpatico episodio accaduto nel campo di Bergamo dove Angelo, durante un'azione di gioco, si è tuffato per raccogliere una palla sfuggita alla difesa di Pesaro e dopo essersi buttato e aver preso la palla si è rialzato, ha guardato le sue giocatrici dicendo:”nel nostro campo la palla non cade.”
Questo è lo spirito, questo è la Scavolini Volley di quest'anno!!!!!
Ingredienti: dialogo, unità, passione, lavoro e tanta voglia…..che sia questa la ricetta per vincere? Si spera di si!!!!