Una Scavolini Campione d'Inverno, ma una Scavolini che, descritta da un incallito milanista quale sono io, prende ancor più significato se paragonata all'Inter calcistica di Mancini, che ovunque gioca segna, vince e convince ma, soprattutto spazza via gli avversari.
Ne sa' qualcosa l'Asystel Novara che, ieri sera, si è presentata di gran carriera in un Paladionigi stracolmo, infatti c'erano circa 2000 persone con tanto di ultras al seguito (molto corretti come sempre; questo, ricordiamolo, è lo sport delle famiglie, dei terzi tempi continui, degli applausi all'altra squadra, e del tutti in campo in cerca di autografi anche delle avversarie a fine gara), dunque tanta voglia di giocare, perché di questi tempi è diventato uno stimolo giocare contro Pesaro, un vero test.
Purtroppo per le bravissime e simpatiche novarine, ieri sera non sono rimaste neppure le briciole del pandoro, spazzolato via con determinazione da una Scavolini in una delle migliori giornate della stagione (ricordiamo anche la gara interna contro Perugina); le ragazze di Angelo Vercesi sono state praticamente perfette, con una Costagrande di nuovo sontuosa (i suoi muri nel primo set hanno fatto la differenza), una Guiggi decisiva nei momenti chiave e il contributo decisivo di tutte le altre, vedi la Ferretti che, non solo ha vinto in termini di creatività il duello con l'ex Berg, ma ha anche messo giù 3 punti in appoggio. Volley spettacolare, fatto di scambi e attacchi incisivi e di recuperi impossibili (da applausi la super «nana» Cardullo e Costagrande).
E' stata la costanza a schiantare Novara. Quella che sembrava una gara di pura sofferenza fino all'ultimo pallone del primo set, è diventata poi una progressione inarrestabile delle colibrì, brave ad erodere, millimetro dopo millimetro, l'autostima delle piemontesi, fino a nutrirsi nell'ultimo set esclusivamente degli errori altrui. Perché Novara, di fronte a una squadra che sporcava ogni pallone (superba anche Guiggi) e contrattaccava al meglio, è stata costretta a forzare ogni giocata.
Andando ad analizzare nel dettaglio quanto è accaduto, possiamo solo prendere nota che a differenza delle ultime due gare, in casa contro Santeramo e nel derby di Jesi, questa volta non c'è stato il famoso calo psicologico, e non è state regalato il canonico set alle avversarie, ma è stato calato un poker d'assi, un mix che nel primo set ha visto il muro elevarsi alla massima potenza e fare quanto meno la differenza; nel secondo parziale sul 18 pari è stato sicuramente il turno positivo in battuta di Mari che ha portato a casa 5 punti di fila, la chiave di volta; poi nell'ultimo parziale, oltre ai soliti puntelli presenti e costanti durante tutta la gara dell'ex Novarina Martina Guiggi, ora da 3 stagioni capitano delle colibrì, sono state Mari e una strepitosa e ritrovata Sheila a zumpettare e finire i resti di Novara.
Finale bellissimo con tutte le ragazze in campo ad abbracciarsi, e le telecamere di Sky sport a riprenderle e poi intervistarle, perché da tempo, ma soprattutto da quest'anno la Scavolini oltre che essere la prima in classifica è una protagonista assoluta del campionato.
Questa volta, dunque, non ci si più nascondersi dietro un dito per paura di scaramanzia, la Scavolini può puntare a giocarsi senza meno la finale scudetto, e magari….vincerla.